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Malawi

Cari amici, questa volta vi scrivo da un altro angolo di mondo, da un altro pezzo di storia, da un’altra cultura, da un’altra gente, da un popolo meraviglioso, quello del Malawi. Malawi...Malawi... chissà dov’è... sperduto nel cuore dell’Africa, the warm hearth of Africa. continua ...

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Unfair trade: Gli EPAs  
Autore: Paola
Pubblicato: 2008/3/29
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Con il termine EPAs si intendono gli accordi per la liberalizzazione del Mercato tra i paesi dell'Unione Europea e i paesi dell'area del Pacifico, i Caraibi e alcuni paesi africani.
Tali accordi, che si sarebbero dovuti concludere nel Dicembre 2007, prevedono la liberalizzazione degli scambi commerciali e la privatizzazione di beni e servizi anche di prima necessità tra l'Europa e le sue ex-colonie africane e dell'area del Pacifico e dei Caraibi.

Esistono due differenti opinioni a proposito degli EPAs. Da una parte, l'Europa li definisce uno strumento di sviluppo per favorire l'integrazione dei paesi Africani e dell'area Caraibica e del Pacifico (ACP) all'interno dell'economia mondiale promuovendo il loro sviluppo sostenibile e contribuendo a ridurre la povertà.
Dall'altra, la società civile africana e internazionale e le organizzazioni di commercio africane ritengono ci sia un immenso divario tra ciò che l'Europa dice, le sue intenzioni e la realtà dei fatti. Gli EPAs non aiutano a sviluppare i paesi africani, caraibici e del Pacifico ma servono solo ad incrementare il potere dell'Europa e delle multinazionali europee.
Infatti, gli accordi EPAs rientrano nella cosiddetta ‘Global Europe Strategy’ secondo cui l'Europa prevede di contrastare il crescente potere di Cina e India sui mercati internazionali, proponendo la liberalizzazione del mercato con le sue ex-colonie, assicurando un posto privilegiato alle compagnie europee.

Gli EPAs sarebbero dovuti essere siglati nel Dicembre 2007 ma allo stato attuale solo 35 paesi, delle 76 ex-colonie europee, hanno firmato e per lo più solo accordi intermedi mentre 41 si sono rifiutati di firmare completamente.
Le trattative continuano non senza vibranti proteste anche per le pressioni e la politica aggressiva di Bruxelles.

Tra i principali elementi discussi nell'accordo, oltre alla privatizzazioni di servizi e nuove politiche di investimento, vi è la liberalizzazione del mercato.
Mentre le economie dei paesi sviluppati hanno raggiunto il loro successo economico attraverso il miglioramento delle economie locali e delle infrastrutture prima e l'apertura dei loro mercati dopo, gli accordi EPAs espongono i paesi APC al libero mercato senza prima favorire uno sviluppo interno e sostanziale delle economie locali.
In particolare gli EPAs comportano:
1. riduzione dell'80% delle tasse sulle importazione per gli APC, imponendo ai governi locali di trovare altre forme di sostentamento per sopperire al mancato introito dovuto alle tasse doganali, portando ad un aumento dei prezzi locali.
2. eliminazione delle tasse sulle esportazioni, che da un lato favorirebbe un aumento delle stesse ma dall'altro scoraggerebbe la produzione locale.
3. sostegno alla politica delle Multinazionali. Per esempio, nel caso di Messico e delle Filippine, le compagnie controllano sia le importazioni che le esportazioni limitando il potere degli APC. Si tratta di una forma di commercio intra-firma: le multinazionali europee esportano a bassi prezzi le materie prime, che vengono dunque processate in paesi con manodopera a basso costo e quindi la merce trasformata è esportata in EU o USA dove i mercati sono più attrattivi e remunerativi. La stessa compagnia gestisce importazione, manifattura all'estero e esportazione, spesso sotto nomi differenti.

Effetti di EPAs in alcuni paesi APC:

1. Marocco: riduzione delle tasse per l'importazione, il governo ha dovuto incrementare i prezzi dei prodotti locali per sopperire alla mancanza di introiti provenienti da tali tasse.

2. Camerun: riduzione delle restrizioni sulle esportazioni di banane, riduzione dell'80% delle tasse sull'importazione, creando il problema per il governo locale di recuperare gli introiti persi.

3. Senegal: gli EPAs hanno aperto le porte all'importazione di pollame dall'Europa dove esso è maggiormente controllato rispetto a quello del Brasile, paese da cui il Senegal normalmente importa pollame appunto.

 
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