Fra un po’ di giorni tutti i riflettori saranno puntati sul Sudafrica. L’11 giugno verrà fischiato il calcio d’inizio dei mondiali di calcio 2010.
È un occasione unica per l’Africa di essere al centro dell’attenzione mondiale e un’opportunità commerciale incredibile. [...] chi beneficerà di tutto questo?
continua...
Cuba/ Fidel Castro: Modello e... TuttosportCuba/ Fidel Castro: Modello economico comunista non funziona piùAPCOML'Avana, 8 set. (Ap) - L'84enne Fidel Castro, che ha ceduto quattro anni fa il potere al fratello Raul, ha detto al giornalista Jeffrey Goldberg, del magazine americano The Atlantic, che il "modello economico comunista" non va più bene per Cuba. ...Castro "rivede" il modello Cuba.Lider maximo: "Non è più adatto"TGCOMCastro: "Il modello cubano non funziona più neanche per noi"Rainews24L'Avana 22:10 CUBA: ANCHE CASTRO RICONOSCE CHE IL COMUNISMO HA FALLITOLa RepubblicaVirgilio -ANSA.it -Adnkronos/IGNtutte le notizie (69) »
Bp: tanti errori per tanti co... euronewsBp: tanti errori per tanti colpevoliCorriere CanadeseWASHINGTON - «La responsabilità è diffusa». È questa la formula con cui la Bp cerca di difendersi, allargando le fila dei colpevoli della marea nera. Il gigante petrolifero inglese, nel suo primo rapporto investigativo sull'incidente del 20 aprile, ...Marea nera: BP, disastro è colpa di Transocean e HalliburtonLa RepubblicaBp, inchiesta interna accusa Transocean per esplosione pozzoReuters Italia?Colpa anche altrui?. La marea nera secondo BPeuronewsAgenzia di Stampa Asca -Adnkronos/IGN -Automaniatutte le notizie (23) »
Cari amici,
questa volta vi scrivo da un altro angolo di mondo, da un altro pezzo di storia, da un’altra cultura, da un’altra gente, da un popolo meraviglioso, quello del Malawi. Malawi...Malawi... chissà dov’è... sperduto nel cuore dell’Africa, the warm hearth of Africa.
continua ...
Parlare dei prodotti coloniali in generale sarebbe riduttivo, bisognerebbe dunque focalizzarsi sui singoli continenti. Per dare un’idea prendiamo come esempio l’America Latina.
Sin dalla scoperta dell’America cominciarono ad arrivare in Europa materie prime provenienti dalle ‘Nuove Indie’. Così iniziò il commercio del caffé, del cacao, dello zucchero e del cotone, un commercio purtroppo macchiato da una storia di schiavitù, malattie, prezzi irrisori pagati ai produttori e ingiustizie. L’economia di questi paesi venne a dipendere totalmente dall’esportazione di tali prodotti in Europa e Stati Uniti. Quando questi ultimi favorirono con sussidi la propria produzione interna, il crollo del volume delle esportazioni dei paesi dell’America Latina determinò il collasso delle economie nazionali. Ciò comportò una riduzione delle quotazioni mondiali dei prodotti coloniali e mandò sul lastrico milioni di piccoli produttori. Dall’epoca delle colonie ad oggi la situazione non é molto migliorata; stati come il Paraguay o la Bolivia, solo per citarne alcuni, vivono sotto il giogo di un’economia mondiale dove il prezzo dei prodotti é dettato più da speculazioni finanziarie che dalla legge della domanda-offerta del mercato. I prezzi di molti dei principali prodotti agricoli esportati dai paesi in via di sviluppo, quali zucchero, cotone, cacao e caffè, sono caduti tra il 30 e il 60 % tra il 1970 e il 2000, obbligando i piccoli agricoltori a vendere i propri raccolti al di sotto del costo di produzione e riducendo le entrate di molti tra i paesi più poveri del mondo.
Per contrastare tale situazione i piccoli produttori locali hanno iniziato a costituirsi in cooperative auto-gestite capaci di seguire autonomamente l’intera filiera produttiva, ponendosi come reale alternativa al sistema delle piantagioni-latifondo del periodo coloniale.
E' qui che entra in gioco il commercio equo e solidale, sostenendo la produzione delle cooperative autogestite, attraverso prezzi concordati con il produttore e riducendo i passaggi nella catena: produttore-consumatore.