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Cari amici, questa volta vi scrivo da un altro angolo di mondo, da un altro pezzo di storia, da un’altra cultura, da un’altra gente, da un popolo meraviglioso, quello del Malawi. Malawi...Malawi... chissà dov’è... sperduto nel cuore dell’Africa, the warm hearth of Africa. continua ...

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Progetti sostenuti: Sick Shelter in Cambogia  
Autore: Paola
Pubblicato: 2008/2/3
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In Cambogia il problema "salute" è quasi paragonabile ad una vera e propria emergenza. La scarsa igiene e la mancanza di quotidiane norme per mantenersi in salute incrementa l'incidenza di malattie infettive, di cui la Cambogia detiene tristi primati (AIDS, TBC, Epatite B). A questo scenario contribuiscono anche le fatiscenti strutture sia di comunicazione (strade, mezzi di trasporto, per cui nelle emergenze la possibilita' di sopravvivere e' bassisima), sia di servizi ospedalieri e centri di salute.
Per tutte queste ragioni, ‘l’ Associazione Quelli che...l’equo’ supporta la Parrocchia del Bambin Gesú in Béng Tumpun, vicino alla caiptale Phom Phen, dove si e' pensato di avviare un "sick shelter" ovvero un centro, ostello per malati.



Richiedente e responsabile legale del progetto: P. Mario Ghezzi, PIME, Parroco della Parrochia del Bambin Gesú in Béng Tumpun.

Vice responsabile del progetto: Paola Maiocchi, Comunità Missionarie Laiche PIME, infermiera.
Progetto: avvio del "sick shelter S.Elisabetta d'Ungheria", (centro, ostello per malati), in grado di accogliere malati soprattutto poveri e provenienti da differenti province.

Fasi del progetto:
1. Contatto con i referenti dei malati: per ogni malato accolto e seguito dal centro è prevista una comunicazione costante tra lo staff del centro e il referente a livello provinciale del malato. Le informazioni di anamnesi medica e familiare del malato vengono comunicate dalla provincia allo staff del sick shelter e viene descritto accuratamente l'iter diagnostico- terapeutico svolto solitamente nella capitale Phom Phen. Si crea così una mentalità di responsabilizzazione nella presa a carico di ogni singola persona malata.
2.Stabilizzazione: il malato trova, nel sick shelter, un luogo accogliente e tempo per il riposo, prima di iniziare l'iter ospedaliero.
3.Ospedalizzazione: si effettua un discernimento circa il tipo di trattamento richiesto nel caso della singola persona malata selezionando gli ospedali o centri di salute appropriati. Il malato è guidato
verso l'ospedale e seguito durante l’ospedalizzazione.
4. Dimissione ospedaliaera: momento della dimissione, al malato è offerta accoglienza presso il sick shelter "S.Elisabetta" nel caso necessitasse di riposo e convalescenza. In questo prezioso tempo, si prevede di intervenire con la fase di "educazione sanitaria", fornendo tutte le informazioni circa la propria salute-malattia, norme alimentari e di igiene e ogni altra utile in-formazione.
5.Verbale di dimissione: quando la persona è pronta per ritornare al proprio domicilio, verrà consegnata una breve relazione circa la patologia, la diagnosi e i trattamenti effettuati. Una relazione verrà anche consegnata alla persona referente dei vari comitati parrocchiali che ha riferito il malato fino al sick shelter "S.Elisabetta". Per eventuali controlli periodici da svolgersi sempre in capitale, sarà la persona referente a livello periferico a responsabilizzarsi circa la spedizione del malato per tempo e secondo le opportune modalità.

 
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